...sono scivolata da una splendida "I've got you under my skin" di Michael Bublè ad una ancora più sexy (anche se in un modo diverso) "Walking in my shoes" dei Depeche Mode... e direi che è un bel modo per cominciare questo nuovo post...
E' tardino, o prestino, o comunque la vogliate vedere, è una bella ora per scrivere, o almeno a me piace da matti...non ho mai perso l'abitudine di scrivere di notte...sono convinta che le parole siano più morbide, più malleabili, come se scivolassero meglio, più facili da pronunciare o scrivere, più facili da comprendere... scivolano, sono uscite dalle tue labbra prima che il servizio di sicurezza del cervello si accorga che le hai dette, slittano, si incasinano, si impappinano, rivelano cose di te e di quello che provi che forse non vorresti dire ad alta voce... ma che bello vederle camminare e rincorrersi per cruscotti di auto, sedili e tappetini, su cappelli da cowboys, sulle tomaie degli stivali, su scarpette da tennis, appese ad un riflesso di una goccia d'acqua sul parabrezza, che deforma la luce del semaforo, ma lascia intatto il senso e la potenza di un piccolo pensiero, di una piccola parola, magari di cinque lettere soltanto...
E poi ci si ferma, e ci si pensa... quando si fa giorno tutto torna alla normalità, a questo proposito mi viene in mente una canzone di Jovanotti (e poi si dice la coincidenza, il mio lettore mi sta giusto proponendo "Notti" degli Africa Unite...) che si intitola "Gente della notte"...ingiustamente a volte trattata da "canzonetta", secondo me trasmette invece un pensiero profondo...
D'altra parte stanotte (mezz'ora fa circa) tornata a casa, avendo trovato un posticino per la "polpettina" non lontano da casa, ma abbastanza da dover camminare un pò...mi sono ritrovata a decidere di "navigare" quella distanza con calma, ascoltando il rumore delle quattro auto che son passate nel frattempo, a piccoli passi, lentamente...con il naso all'insù (senza fortuna, troppe nuvolette, niente stelline in circolazione...) cercando di capire di che colore era il cielo, di che colore fosse qui e come potesse essere altrove... una lucetta l'ho vista, ma non so se fosse per me...
E comunque una bella serata! La giornata non era cominciata affatto bene... sotto tono, un pò stanca, un pò giù... un pò di pensieri che, credendo fosse ancora notte, imitavano le parole e scorrazzavano per casa, scivolando morbidamente dal mio letto al pc, e poi indietro... e complicando il casino già presente...
Poi un pò di lavoro, personale, cercando di riprendere coscienza, la pappa... il tutto senza troppa convinzione, ammetto... e poi lavoro, quello vero (si fa per dire, ovviamente...) quello che mi paga le rate della polpetta e che mi consente di sognare la mia moto nuova, e le cavalcate in groppa a equini in giro per grigliate e passeggiate...
Ma per tornare al titolo del post... è sicuro che quando le parole o i pensieri scivolano via dalle labbra prima che i sistemi di sicurezza possano "gestire" la situazione, ci facciamo prendere dal panico, di aver detto troppo, troppo poco, di aver detto male, di aver detto bene ma di essere stati fraintesi... è un casino... siamo presi a dire, dire, dire... e se ci guardassimo solo un pò negli occhi per vedere cosa davvero possiamo condividere?... ommi, ommi, nu nu nu che paura! ...beh ammetto che a volte guardare qualcuno dritto negli occhi è come se diecimila di quelle parole scivolassero via dalla nostra mente per diventare di dominio pubblico, per lo meno per chi dentro ai nostri occhi scruta... e che quindi può fare ancora più paura...
Ma non c'è soluzione, le parole sono traduzione di quello che abbiamo dentro, senza filtri, quelli li mettiamo noi nel vano tentativo di far sembrare cose che non sono, di mitigare sensi profondi, di non esporci... di proteggerci. La nostra corazza, no, in fondo? E pensare che queste cose le dico io, che di questi "rompicapi mentali" me ne sono fatti per un milione di anni...
Io che ho scoperto che a volte il calore di un piccolo gesto, una carezza, un bacio morbido sulla guancia, possono dire molto più di mille parole e discorsi...
Ci va fegato a non aver paura di se stessi, ci va coraggio a dirsi quello che si sente, ad ammetterlo almeno a se stessi, e quindi massimo rispetto a tutti quelli che sanno essere onesti, che non si nascondono dietro ad un dito o ad una scusa... costoro sono quelli che illuminano la notte buia dei bugiardi, dei codardi, delle mezze persone che brulicano ovunque... e ce ne son parecchie...
Io ho la fortuna di conoscere diverse persone che riescono ad essere coscienti di loro stesse, che amano e sono amate, che ballano questo Two Step improvvisando davvero, e non solo facendo finta senza davvero sentire la musica...
Serve tutto, serve mettere paletti per mantenere il senso di ciò che si fa, serve dire quello che si prova, serve dimostrare quello che si è, ma a volte serve anche solo provare a tenere quelle mani nelle proprie e dimenticare le parole, che come giustamente diceva la volpe al Piccolo Principe "...sono fonte di malintesi..." e rimanere in silenzio ad ascoltare la musica, che se anche siamo andati fuori tempo per qualche minuto, per un'ora, per un pò... non è così grave, possiamo sempre rallentare e ricominciare a contare "quick, quick, slow, slow..." :-)
Quello che conta è aver voglia di stare a tempo e sapere se chi sta "ballando" con noi in quel momento ci vuole abbastanza bene, ci comprende abbastanza da concederci un attimo per recuperare il passo, un paio di battute a passo base per riprendere il filo, che insomma, ci si possa concedere di sbagliare un pochino...
D'altra parte, e ogni tanto mi sforzo di ricordare questo modo di vedere le cose, l'importante è "sbagliare con classe" (i diritti d'autore su questa espressione vanno al mio ballerino, che con queste parole mi ha aperto un orizzonte di sbagli possibili e recuperabili, di vite vivibili da esseri umani fallibili quali, in fondo, siamo... thanks dear!!!)...
Stasera, o stamattina, sempre come vi piace... un sacchetto di bachi, uno alla Manu, che lei sa che può servire, ed è davvero una persona speciale (che, sì, ha preparato il terreno per il lallo...non ci fossi stata tu chissà..) un baco a Cri, uno a Paola, un baco a Ro, un baco al mio ballerino, che balla sempre in modo splendido, un baco alla mia mamma e al mio bro... un baco al mio papi (che mercoledi fa festa...) ovunque egli sia adesso, ma sono certa non troppo distante da me...
Quindi mi raccomando, fatevi prendere dalla paura ma non lasciatevi vincere, usate paletti che potete anche spostare volendo, cavalcate, nel modo che preferite, e amate amate amate, che credo sia una delle più profonde ragioni per cui ci hanno scaraventato su questo pianetucolo a farci sballottare come palline da flipper...
Io dal canto mio, amerò, amerò, amerò... nessun dubbio su questo, userò paletti "fermi" ma di quelli "spostabili" (non per vivere a piacimento mio e "spostare" i limiti come mi pare, ma per restare malleabile alla vita...) e farò amico col lallo, che secondo me già un pò mi vuol bene...
La birra era buona stasera, vado a nanna serena, spero di fare bei sogni...
Abbiate cura di voi, amici miei, che sapete chi siete.
Fiore.
P.S: Il mio lettore mi ha proposto una canzone che non sentivo da tempo, ma è talmente bella che non posso fare a meno di postarla qui, sono certa che a molti di voi dirà parecchie cose... ai lov iu all!
Rispondimi - Lucio Dalla
Quante ore nella vita abbiamo noi
Passano in silenzio e non lo sai
Non te lo chiedi mai, io si
Non guardarmi rispondimi
E quanti cambiamenti e mutazioni
Guardo il tuo corpo nudo
E' stato mio lo spazio di un minuto
Quanti altri volti storie avremo noi
Rispondimi
E le stelle e cieli toccheremo noi
Rispondimi
Mi sento un poco solo come te
Ma tu difendimi
Dalle monotonie e banalità
Da questa specie di spavento che ci prende e se ne va
Ma che ci cambia tutti dentro ma come fa
Come si fa
Rispondimi
Come si fa
rispondimi
Non accendere la luce stiamo bene qua
Così da soli in mezzo alla città
La senti l'energia...i tuoi occhi
Ma non mi guardi più
Rispondimi
Ma fallo sempre con sincerità
senza buttarti via, senza paura senza ipocrisia
Un amore è amore anche se non ha domani
Rispondimi
fai come se non ti avessi amato mai
Rispondimi
Mi sento un poco sola come te
Ma tu difendimi dalle monotonie e banalità
da questa specie di spavento che mi prende e se ne va
E che ci cambia tutti dentro ma come fa
Come si fa
Rispondimi
Come si fa
Rispondimi...
Rispondimi...