lunedì 31 marzo 2008

TAO

...ripensando a quello che ho studiato sul Kung Fu, e sul Taoismo in particolare, in relazione alle tecniche di difesa... questo mi ritorna...

LXXXI - L'EMERSIONE DEL NATURALE

Parole autentiche non sono adorne;

parole adorne autentiche non sono.

Colui che è buono, non sfoggia parole,

e chi sfoggia parole, non è buono.

Chi sa di tutto, certo non è saggio; né chi è saggio,

di certo, sa di tutto. Il vero saggio per sé non provvede:

se si spende negli altri, per sé acquista;

e, più dona, più ottiene per se stesso.

La Via del cielo aiuta, non fa danni;

la Via del saggio agisce senza lotta.


Credo stia a significare quello che il mio maestro cercava di spiegarmi a proposito dell'incontro con l'avversario, non auspicato ma sempre possibile, dove per avversario possiamo intendere uno che ci aggredisca fisicamente ma anche semplicemente un'avversità, un dolore, qualcosa che ci mette alla prova in qualche modo, fuori o dentro di noi. Mi spiegava l'utilità della malleabilità, della capacità di non contrastare in modo "duro" il colpo, ma di "accompagnarlo" fuori dal raggio di azione su di noi... sviarlo per non farci colpire...

Credo che questa sia una lezione che dovrei imparare, che molti dovrebbero imparare e una tecnica che si dovrebbe praticare... la capacità di non prendere "di petto" le situazioni, di non pretendere ma accettare quello che viene, di saper accompagnare ciò che ci potrebbe fare male, al di fuori del raggio di offesa...

Sembra una cazzata detta così, anche la malinconia, la rabbia, il dolore, le persone che ci fanno male sono colpi da schivare... bisogna avere la mente abbastanza libera da saper riconoscere i "colpi" dove essi sono, mentre sono in nuce e non quando sono già diventati pugni sul cuore...

Se vi interessa l'argomento, leggete il Tao Te Ching... quel buon uomo di Lao Tze ne sapeva parecchie... and keep the faith, always!

Buonanotte... o meglio buongiorno? B-)

Fiore.


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