domenica 18 maggio 2008

Should I get back to this kind of things, this way?

...mi dicono che è un pò che non scrivo...
Non mi sono accorta nemmeno di quanto tempo sia passato, ma... 'cidenti!
Riaprendo questa pagina mi rendo conto che son trascorsi un sacco di miliardi di secondi :-) ...quasi un mese (ho verificato, sono circa un 2.500.000 secondi...) si potrebbe dire di "silenzio"...si potrebbe, ma non è stato così, non ho fatto silenzio per un solo secondo...ho continuato a parlare, in modo diverso, dentro ad orecchie diverse, in una realtà parallela, con parole diverse, con i passi, con le mani, con gli occhi, gli abbracci, le ginocchia sull'asfalto, la pelle che ha bruciato, il cuore a quattromila, le mani tremanti, gli occhi lucidi...
Forse non ho mai parlato così tanto e così silenziosamente allo stesso tempo...
In questo momento sono di rientro da un weekend spettacolare, pieno di chiacchiere, di quelle silenziose e di quelle tradizionali... di abbracci, di coccole e di qualcuna di quelle piccole e silenziose ferite che ti strappano una lacrima, illeggittima ma reale...
Mi son persa in una nuvola, di rientro da Reggio Emilia, una nuvola tridimensionale, di quelle che sembra che stiano lì a guardarti in attesa di una tua parola, e mi è sembrato che avesse continuato a fissarmi per tutto il viaggio, come se nel silenzio di quello sguardo, che conosco più che bene, ci fosse un interrogativo, una domanda più che una risposta...
Ma non ho risposte, per quello sguardo e quel sorriso che ritrovo spesso sulla mia strada... ho pensieri, desideri, fantasie, silenzi e ancora mille altri pensieri, desideri, sorrisi...
Ho l'andamento un pò ebete di chi non sa cosa fare, di chi resta, come un'adolescente, imbambolato a guardare il cielo, e scrive sul diario, che sia questo o quello che leggo solo io, pensieri che se non trovassero un'uscita resterebbero, indolenziti, a fare "l'autoscontro" dentro a quella "stanza rossa", il nostro cuore, piccola anticamera di quella enorme realtà di ciò che davvero siamo...
Ho ancora la ruvida incapacità di valutare l'apertura del gas della mia Morgana, piacevole sorpresa, cercata e desiderata, recente regalo di una vita che non concede il calore che bramo, ma che bizzarramente gioca con i miei sensi, concedendomi in cambio l'ebbrezza di sentir vibrare sotto di me un bicilindrico dal rombo dolcissimo, che ruba il cuore, che scuote i sensi, che se possibile acuisce il desiderio, scatenando l'emergere prepotente di allucinazioni di mani nelle mani, labbra che nel silenzio si cercano, carezze che traducono pensieri impossibili da rendere con le parole...
Ma lei è stupenda, e sta imparando con me, e so che mi accompagnerà in tanti posti, dove vedrò stelle e mare, tramonti e potrò farmi cullare solo dal rumore del vento che mi accarezza il casco, senza interferenze, concedendole, nel silenzio, solo un filo di gas...
Ho lacrime, di quelle che devi lasciar uscire per forza, che quasi nemmeno ti addolorano, perchè è stato già tutto pensato e valutato, e ti sei già macinato tutto e ti sembra solo giusto dirti la verità...
Ho le formichine che mi passeggiano sul cuore... e, questa volta, passeggiano che Dio la manda...
Ho parole, come queste, che forse segneranno il cuore di qualcuno, o forse semplicemente scivoleranno lisce e regolari nell'etere, senza aggrapparsi da nessuna parte...
E ho la maledetta sensazione che tutto questo in fondo abbia un senso... amica mia, che in tutta questa girandola di emozioni, di dolore e sorrisi che ti soprendono, di "grattini alle ginocchia" sull'asfalto, di abbracci e lacrime, di inquietudini e serate un cui una pizza sembra il piatto più buono del mondo, risate su quanto Cleo e Morgana giocano a vedere chi romba in modo più tamarro (ovviamente nessuna delle due, sono due signorine per bene.. :-)) oppure sulle cazzate più grosse che abbiamo sentito, oppure niente, a volte, per quanto tutto questo strida e sia incomprensibile sul momento, mi sembra solo che in fondo abbia un senso... e che un giorno, qualche curva, di quelle sull'asfalto, o di quelle che abbiamo dentro, porterà qualcuno a rendersi conto davvero di quanto speciali siamo, e che queste parole possano diventare un ricordo a proposito del quale sorridere...
Intanto provo a mettere insieme i pezzi, osservo e cerco di imparare, quando piango cerco di darmi una ragione del perchè, provo a concentrarmi sulla prima vibrazione, quasi fosse la delicata carezza di un abile amante, provo ad amare gli amici, che saranno coloro che leniranno il mio dolore e cureranno le mie ferite... e coloro ai quali starò accanto quando saranno in difficoltà...
Cerco di trattenere nel cuore il ricordo delle parole dolci che ricevo, il più a lungo possibile, perchè so che serviranno nei momenti in cui invece avrò freddo...
E magari sarà una sera in cui "...la candela, rimetta a posto la candela!!!", tante chiacchiere, una pizza e una Bud ci sapranno coccolare fino al punto di tornare a scaldarci...
E ogni volta che rivedrò quella nuvoletta che mi farà quel sorriso, e mi guarderà con quello sguardo che ben conosco, le sorriderò di ritorno, e lo farò sinceramente...
E penserò a quelli, non tanti, che abitano il mio cuoricino pennuto, e sarò felice di sapere che ci siete...

E' ora della nanna, ormai, domani si torna alla catena.
Fiore.

P.S:In calce, giusto così... un pezzetto di una cosa bella:

"...A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine...
...A te che credi nel coraggio
E anche nella paura...
...A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me..."

[Jovanotti - A te]

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